
Con questo piatto siamo in Sicilia, terra di mille colori e profumi.
A pasta c'o maccu (pasta col macco) non ha bisogno di ulteriori specificazioni: il macco si fa con le fave e in Sicilia lo sanno.
Anche se io ve la propongo come piatto primaverile, dal momento che le fave sono uno dei primi legumi ad arrivare sulle nostre tavole, tradizionalmente il macco si fa con le fave secche, fatte rinvenire in acqua e poi cotte.
La mia scelta di prepararlo con le fave fresche ve la propongo perché si rende necessario uno di quei dettagli di cucina che sembrano sempre residuali ma che sono in realtà fondamentali: il brodo con i baccelli delle fave con cui risottarci la pasta.
La pasta col macco di fave è un piatto povero e semplice uno di quei primi che piacciono particolarmente a me: si deve lasciar fare, per ore, assecondandone di tanto in tanto l'avanzare, Serve attrezzarsi di Tempo ma la generosità della pasta col macco sta nel fatto che ti consente di fare tante altre cose, mentre sta lì a borbottare sul fuoco.
Un'unica, ulteriore, accortezza prima di iniziare.
Il concetto stesso di ricetta, prevede dosi e pesate ma mai come nel caso del macco, le bilance dovrebbero starsene buone nei cassetti: andate ad occhio con la pasta e abbondate per farne avanzare: altrimenti, le frittate di pasta col macco non potrete farle 😬
Il Piatto
Difficoltà: bassa
Preparazione: 120 minuti
Cottura: In pentola, sul fuoco
Dosi: 4 persone
Costo: basso
Ingredienti
- 300gr di pasta mischiata (o pasta corta)
- 1kg di Fave fresche pesate con il baccello (o 400gr di fave secche)
- Una cipolla rossa
- Un gambo di sedano
- Una carota
- La metà dei baccelli delle fave
- Finocchietto selvatico q.b
- Qualche cucchiaio di vino bianco
- Olio E.V.O.
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
Realizzazione
Il macco di fave
Per realizzare il macco di fave, trovate tutte le indicazione nella ricetta che gli ho dedicato sul blog.
Tra l'altro, il macco potete tranquillamente prepararlo per tempo, magari in una giornata in cui avete qualche ora libera in più e poi tenerlo in frigo per alcuni giorni o direttamente in freezer per qualche mese.
Una volta pronto il macco di fave potremo procedere con la cottura della pasta che scoleremo trascorsa la metà del tempo indicato sulla confezione:continueremo la sua cottura risottandola. Io qui ho utilizzato dei rimasugli di pasta del pastificio Alberto Poiatti che, trattandosi di piatto siculo, una pasta tutta sicula è la morte sua!!!

Il brodo di baccelli
Ed eccoci al dettaglio che fa la differenza. Avete idea di quanto sapore ci sia nei baccelli delle fave?
Lavateli per bene e fateli andare con il brodo assieme a cipolla, sedano e carota.

Aggiungiamo, quindi, la pasta al macco e iniziamo a mantecare: andremo ad inserire del brodo con i baccelli continuando sino a completare la cottura.
All'occorrenza, aggiungiamo altro brodo.
Se volete aggiungere un ulteriore tocco al piatto, dovrete essere previdenti preparando per tempo una polvere di baccelli di fave 😬
Curiosi?
Date un'occhiata all'articolo sull'utilizzo dell'essiccatore in cucina: là trovate tutte le indicazioni necessarie.
Il risultato finale dovrà essere cremoso e consistente: non esagerate, dunque, con l'aggiunta del brodo dalla metà cottura della pasta in poi.
Una volta ultimata la cottura, impiattate finendo con del finocchietto selvatico spezzato a mano, una macinata di pepe nero e... buon appetito!!!
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